Sessualità e possesso

SessoNon si è mai parlato abbastanza del possesso come ideologia e come metodo di devastazione sociale.

Per possesso non si intende il possesso di mezzi, di denaro o di cariche sociali o civili, ma si intende il POSSESSO DELLE PERSONE. Un possesso calato nella psiche in modo tanto profondo che da un lato impedisce alle persone l’esercizio della loro capacità critica, dall’altro induce un’enorme massa di persone alla malattia (depressione, fobie, ecc.) e, infine, costringe le persone a manifestare la propria patologia di dipendenza nella società civile in risposta alle pulsioni di vita che da dentro di loro spingono per manifestarsi.
I comportamenti manifestati, nella società civile, si chiamano DELITTI!
Delitti che i magistrati perseguono quando li individuano, ma che spetta alla società civile, nel suo insieme, affrontare le cause sociali che generano tali delitti.
Fin dal Rinascimento Italiano la storia altro non è che storia di liberazione dall’ ideologia del possesso. L’ ideologia del possesso nasce e si impose agli individui con l’ ideologia cristiana. E’ vero che lo schiavo a Roma Antica era posseduto dal padrone, ma non lo era con tutto il suo cuore e con tutta la sua anima. Non solo il cristianesimo rese infinitamente peggiore la relazione economica padrone-schiavo (tant’è che l’idea dello schiavo che noi abbiamo è l’idea della schiavitù cristiana praticata nelle Americhe sulle popolazioni nere deportate), ma la rese “manifestazione ideologica dottrinale del suo dio”. E’ il dio dei cristiani che ordina la schiavitù e questa viene elevata a diritto al possesso sia da Gesù nei vangeli che nelle lettere degli apostoli (vedi Paolo e Pietro).

 

Con la schiavitù cristiana si impongono le tecniche di manipolazione mentale psico-emotiva per imporre la dipendenza delle persone. Impedire alle persone di diventare adulti consapevoli fissando le patologie infantili anche nei comportamenti degli individui una volta adulti.

Mentre gli Dèi di Roma Antica spingevano la società civile contro la schiavitù (Diana e Ferronia erano fra i templi in cui si liberavano gli schiavi) e i così detti Liberti, nella prima epoca imperiale, erano diventati una classe sociale (anche uno dei primi re di Roma era stato uno schiavo), il dio dei cristiani faceva dello schiavismo assoluto imposizione religiosa e minacciava gli schiavi che speravano nella libertà. Le imprecazioni di Paolo di Tarso e di Pietro, nelle lettere, sono una riaffermazione dell’ideologia dell’Antico Testamento.

Nel giro di 1700 anni divenne normale, naturale, manipolare i bambini per impedire loro di diventare cittadini consapevoli in modo che continuassero ad essere schiavi dei genitori. Fu solo col Concilio di Trento, in piena guerra con i protestanti, che i cattolici, per la prima volta, riconobbero il diritto dei figli di farsi una famiglia indipendentemente dei genitori. Fino ad allora i bambini stessi erano schiavi dei genitori. Ancora oggi le manipolazioni psichiche dei bambini sono considerati atti normali, naturali, legittimi anche se la società civile, con tutte le sentenze della Corte di Cassazione, sta reagendo agli effetti prodotti dall’egemonia dell’educazione cristiana per il forte disagio sociale che tale educazione produce nella società civile.

In questi testi che pubblichiamo vogliamo sottolineare vari aspetti che vengono a scontrarsi nella società civile. Da un lato le norme della società civile, dall’altro le esigenze di possesso degli individui che la chiesa cattolica impone attraverso l’ideologia di possesso del suo dio padrone!

http://www.federazionepagana.it/possessosessualita.html