"Aprite archivi su Pio XII"

Libreria VaticanaIsraele chiede l' apertura degli archivi del Vaticano sulla Seconda guerra mondiale dopo la decisione di Benedetto XVI di riprendere la procedura di beatificazione di papa Pio XII, accusato di essere rimasto passivamente in silenzio durante la Shoah
GIACOMO GALEAZZI
Israele ritiene la questione del processo di canonizzazione di Pio XII «un affare interno  della Chiesa cattolica» e non intende interferirvi, ma è anche persuaso che sia compito degli storici  «valutare» il suo operato di fronte all’ Olocausto

 e reputa «vitale» che il Vaticano consenta «l’ accesso agli archivi», afferma il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Ygal Palmor, all’ indomani del decreto di Benedetto XVI sulle «virtù eroiche» di papa Pacelli. «Riguardo al processo di canonizzazione, si tratta di un affare interno della Chiesa cattolica nel quale non vogliamo interferire», ha sottolineato Palmor. «Riguardo al ruolo di Pio XII durante l’ Olocausto - ha aggiunto - crediamo che gli storici debbano essere in grado di determinare e valutare il significato della sua azione nel contesto dei tempi. E per questo riteniamo di vitale importanza per il Vaticano consentire l’ accesso agli archivi». È «deplorevole» secondo il portavoce del memoriale della Shoah di Gerusalemme, lo Yad Vashem, che il Papa abbia deciso di procedere nel processo di beatificazione di Pio XII prima che «tutti i rilevanti documenti» relativi a quell’ epoca storica siano stati resi pubblici dal Vaticano.«Mentre il processo di beatificazione della Chiesa è una questione interna alla Chiesa stessa - afferma in una nota Iris Rosenberg - avevamo capito che, in questo caso, prima di fare altri passi la Chiesa avrebbe atteso l’ apertura di rilevanti archivi vaticani, permettendo così agli studiosi di chiarire questo controverso periodo nella storia della Chiesa e la posizione di Pio XII durante l’ olocausto. È deplorevole -conclude lo Yad Vashem - che il Vaticano abbia deciso di agire prima che tutti i rilevanti documenti siano disponibili ai ricercatori».

Il museo dello Yad Vashem contiene una targa - contestata dalla Santa Sede - nella quale si afferma che papa Pacelli «mise da parte una lettera contro l’antisemitismo e il razzismo preparata dal suo predecessore. Anche quando i resoconti sulle stragi degli ebrei raggiunsero il Vaticano, non reagì con proteste scritte o verbali. Nel 1942, non si associò alla condanna espressa dagli Alleati per l’uccisione degli ebrei. Quando vennero deportati da Roma ad Auschwitz, Pio XII non intervenne». Benedetto XVI, che ha visitato lo Yad Vashem in occasione del suo viaggio in Israele la scorsa primavera, ha sostato nel memoriale, senza proseguire per il museo. L’annuncio congiunto che il Papa ha deciso di fare avanzare tanto la di beatificazione di Giovanni Paolo II quanto, a sorpresa, quella di Pio XII non implica che le due cause procederanno in parallelo, precisa il prefetto della congregazione per le Cause dei santi. «Ognuna seguirà il suo corso. Si è trattato di una felice coincidenza», afferma l'arcivescovo Angelo Amato in una rara intervista al quotidiano della Cei "Avvenire".

Il salesiano conferma, poi, che la data per la cerimonia di beatificazione di Wojtyla potrebbe essere il 16 ottobre 2010, anniversario della sua elezione al soglio pontificio. «’Sic rebus stantibus’ sarebbe tecnicamente non utopistico», afferma. Quanto alla guarigione di una suora francese dal morbo di Parkinson, individuato come quel miracolo da attribuire all’intercessione di Giovanni Paolo II che permetterebbe a Benedetto XVI di indire la beatificazione, mons. Amato si limita a dire che «questo eventuale presunto miracolo verrà esaminato con le procedure rigorose della nostra Congregazione e solo dopo si potrà procedere, eventualmente, alla cerimonia di beatificazione».Il responsabile del Vaticano per le cause di beatificazione e canonizzazione commenta così la sorpresa destata dalla firma del decreto sulle ’eroiche virtù’ di Papa Pacelli: «Per il nostro dicastero non può certo considerarsi una sorpresa, visto che il Congresso dei cardinali e vescovi membri della Congregazione aveva già votato, da tempo, unanimemente a favore dell`eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli. E una successiva inchiesta negli archivi della Segreteria di Stato si era positivamente conclusa».

http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=242&ID_articolo=1371&ID_sezione=



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