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Vaticano: corvi e profezie

Corvo gabbiano colombaL’attacco alle colombe durante l’ Angelus spaventa i fedeli.
Il demonologo: «Il Male non c’entra».

di Antonino D’Anna –
Un gabbiano e un corvo attaccano le colombe liberate da Francesco durante l’Angelus del 26 gennaio.

Le colombe liberate all’Angelus dal papa in San Pietro e attaccate da un corvo e un gabbiano sotto gli occhi sbalorditi dei presenti hanno messo inquietudine anche in qualche fedele.
Anche perché i precedenti non mancano. E così la mente corre al gabbiano che nel gennaio 2013 spaventò la colomba liberata da Benedetto XVI durante un’udienza generale in San Pietro, facendola rientrare nell’appartamento papale.

L’ANELLO PERDUTO. La storia del Vaticano, del resto, è zeppa di presagi: quando Benedetto XVI nel gennaio del 2008 perse l’anello piscatorio qualcuno vaticinò drammi e problemi di ogni genere per la Chiesa cattolica (ma anche Giovanni Paolo II perse l’anello – poi ritrovato, come accadde a Ratzinger – almeno per due volte). E ancora: la fumata del Conclave che elesse Giovanni Paolo I, nell’estate 1978, inizialmente fu grigiastra per poi virare decisamente al nero (e anche questo fu letto – a posteriori – come segno di malaugurio). Per non parlare della notte di Natale 1974, quando Paolo VI venne colpito dai calcinacci della Porta Santa che si apriva per l’Anno Santo. Giovanni Battista Montini rimase per qualche istante pietrificato.

Su Facebook: «Lo spirito santo ci liberi dai corvi»

Presagi ai quali non ci si abitua fino in fondo. L’atmosfera plumbea scatenata dalla battaglia tra volatili si respira anche sui social network. Basta leggere la fan page papa Francesco-Jorge Mario Bergoglio su Facebook, per trovare commenti preoccupati.

«UNA VICENDA INQUIETANTE». Per Maria Antonietta la vicenda è «un po’ inquietante se letta con gli occhi della fede. La pace che viene attaccata ma la preghiera trionferà». Eliana la butta sul pratico: «Mah…secondo me è meglio lasciare in pace le colombe, perché questa mania di ‘liberare’ uccelli…meglio palloncini con legati al cordino pensieri di pace». Mentre per Daniela «nessun animale può simboleggiare il male sono tutte creature di Dio, compresi i corvi».
Ninetta, invece, è quasi apocalittica: «Lo Spirito santo ci liberi dai corvi, segni del male. Che la santissima trinità ci guidi e assista sempre».

IL DEMONOLOGO: «IL MALIGNO NON C’ENTRA». Eppure c’è chi si chiede se valga la pena preoccuparsi così tanto. Lo studioso di demonologia Vincenzo Scarpello non ha dubbi. «Quando succedono queste cose, è normale collegarle a chissà quale simbologia», spiega a Lettera43.it. «Ricordiamoci che siamo a Roma, dove la superstizione pagana dell’ornitomanzia (trarre presagi dagli uccelli) non è poi così lontana nel tempo».
Ma il punto, secondo l’esperto, è che non si tratta di un presagio del maligno. «Se proprio vi fosse un significato sarebbe la persecuzione che i cristiani vivono in ogni parte del mondo, Europa compresa. Escluderei profezie su complotti contro il papa o annunci di sciagure di ogni genere».

LA LOTTA CONTRO IL DEMONIO. Qualcuno, però, continua a pensarla diversamente. Normale dunque chiedersi che rapporto abbia Francesco con il nemico numero uno. «Ne parla sempre. Ha il merito di continuare sulla strada di Benedetto XVI, che già aveva riportato il demonio all’attenzione dei fedeli», continua Scarpello. «C’è stata la tendenza, negli ultimi decenni, a rimuovere la figura di Satana, a mostrarlo come un problema per pochi qundo invece riguarda tutti. E Francesco infatti sottolinea la necessità di combattere il Male».

Martedì, 28 Gennaio 2014

http://www.lettera43.it/fatti/vaticano-corvi-e-profezie_43675120939.htm

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