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Vaticano, salta il cardinale della trasparenza

Attilio Nicoradi Marco Lillo in “il Fatto Quotidiano” del 31 gennaio 2014 –
Il Vaticano perde, ma sarebbe meglio dire rimuove, il fondatore dell’autorità anti-riciclaggio e il primo alfiere della trasparenza e della collaborazione con Banca d’Italia e Procura nelle indagini: il cardinale Attilio Nicora.

Alla fine gli uomini del vecchio corso, rimasti in vetta nonostante l’arrivo di Papa Francesco, l’hanno spuntata, grazie anche alla debolezza del nuovo Segretario di Stato, Pietro Parolin, e Nicora è stato costretto a dimissioni poco spontanee.

L’ex Segretario di Stato Tarcisio Bertone non aveva mai visto di buon occhio il cardinale, che è stato presidente dell’Apsa, l’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica per 9 anni fino al 2011. È stato per un periodo uno degli uomini più potenti delle finanza nell’era di Ratzinger, membro anche della commissione di vigilanza sullo Ior:

certamente l’uomo della svolta e della competenza. Dopo la rinuncia all’Apsa nel 2011, Bertone e Nicora si affrontano nel 2012 sulla lotta al riciclaggio.

Il presidente dell’Aif è l’uomo che più di ogni altro aveva spinto papa Ratzinger a emanare la legge entrata in vigore ad aprile 2011 che apriva alla collaborazione con l’Italia sulla lotta al riciclaggio. La strada di Nicora, quella del cambiamento della legislazione interna per aderire agli standard internazionali e alle raccomandazioni degli organismi internazionali anti-riciclaggio Gafi e Moneyval, si interrompe bruscamente nei primi mesi del 2012.

Bertone e i suoi consulenti cambiano le norme per limitare la collaborazione con le Procure italiane e con la Banca d’Italia solo al periodo successivo all’aprile 2011. Nicora si oppone con i soliti modi felpati. Il Fatto pubblica una sua lettera del gennaio 2012 a Bertone che certo non gli è valsa una carriera luminosa. Da allora Nicora, per la fama di uomo che sponsorizza la collaborazione con Banca d’Italia, entra nel cono d’ombra. Ieri lo hanno gentilmente dimissionato con la scusa della salute e affermando che sia stato lui stesso a chiederlo.

La verità, secondo quanto raccontano al Fatto, è un’altra. Attilio Nicora era una personalità scomoda per il vero dominus dell’Autorità di Informazione Finanziaria René Bruelhart, il direttore svizzero. Inizialmente il direttore era l’avvocato Francesco De Pasquale, proveniente dall’Uif della Banca d’Italia, che informava il presidente Nicora e il consiglio delle materie più delicate. Bertone, dopo il braccio di ferro con Nicora, sostituisce De Pasquale con René Bruelhart molto vicino a Ettore Balestrero, ora diventato nunzio in Colombia.

Cresce la stella del genero di Antonio Fazio, Tommaso Di Ruzza, tramonta quella del Consiglio, che non viene più convocato per discutere le materie fondamentali. Dopo l’arrivo di Bergoglio, c’è la modifica dello statuto per togliere i poteri al presidente Nicora. I vincitori della partita sono gli sponsor di Bruelhart: il cardinale Peter Wells e monsignor Angelo Becciu.

Poche settimane fa Nicora aveva parlato con il Segretario di Stato Parolin e si era lamentato perché il direttore dell’Aif, Bruelhart, non gli faceva vedere le carte e gli impediva di svolgere appieno la sua funzione. Parolin ha preferito al cardinale timido il direttore svizzero che guadagna 35 mila euro al mese. Alla fine i fedelissimi di Bertone, Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato e Monsignor Peter Bryan Wells, Assessore per gli Affari Generali, hanno ottenuto la testa di Nicora.

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201401/140131lillo.pdf

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