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Vaticano, si inceppa il salvataggio dell’Idi. Rivolta negli Usa, donazione dimezzata

(Franca Giansoldati) –

È polemica dura tra Papal Foundation – la più grande charity americana che dal 1990 ha finanziato  attività per i poveri per un totale di 215 milioni di dollari con progetti umanitari in tutto il mondo – e le eminenze vaticane.
Il problema è esploso al momento di votare il piano per un finanziamento  sollecitato da Papa Francesco per aiutare l’Idi, l’ospedale dei frati dell’Immacolata che sta  faticosamente riemergendo dalle difficili gestioni del passato. Uno scontro aspro, perché i soldi  raccolti dalla Papal Foundation, così spiegano dalla fondazione, vengono di norma elargiti solo per i poveri, «con criteri piuttosto severi e per un massimo di 200 mila dollari a progetto, e non per  aiutare ospedali che in passato sono stati oggetto di discutibili vicende finanziarie». Chi ha fatto  conoscere all’opinione pubblica questa storia sollevando polemiche a non finire tra le diocesi negli  Usa è LifeSiteNews, con documenti interni e un report dal quale risulta che l’ospedale romano  doveva essere oggetto di una donazione di ben 25 milioni di dollari. Doveva, perché dopo la rivolta  interna alla fondazione la cifra è stata pressoché dimezzata.
IL BOARD 
Nel board della Papal Foundation siedono alcuni dei cardinali Usa più influenti. A siglare l’accordo  con il cardinale Pietro Parolin era stato il cardinale Wuerl di Washington che, a settembre scorso, gli aveva assicurato che in obbedienza al Papa sarebbe intervenuto. In tutto 25 milioni di dollari,  spalmati in diversi anni (5 milioni già elargiti). L’impostazione dell’operazione ha però provocato  grandi discussioni interne e persino alcune dimissioni dal board. Per calmare gli animi, i cardinali  Wuerl e Dolan di New York hanno dovuto prendere in mano carta e penna e scrivere una lettera di  scuse facendo presente che la Santa Sede, per evitare nuove polemiche, ha annunciato di non voler  accettare altro denaro oltre a quello stanziato nonostante l’architettura finanziaria dell’operazione  avesse richiesto una lunga procedura.
L’Idi, oggi gestito dall’avvocato Antonio Leozappa, nominato dal Vaticano nel giugno scorso, negli  anni passati era stato commissariato dalla Santa Sede dopo pesanti vicende giudiziarie. Ora le cose  vanno un po’ meglio ma la situazione resta comunque sotto osservazione. In ogni caso nessuno si  aspettava questo pesante rifiuto da parte della Papal Foundation, soprattutto per il fatto che fu  proprio il Papa, tramite Parolin, a chiedere una mano alla ricca fondazione pur di allontanare lo  spettro del licenziamento dei dipendenti dell’Istituto.
LA VICENDA 
Le vicende dell’Idi sono complesse. Dopo il commissariamento guidato dal cardinale Giuseppe  Versaldi, l’anno scorso Francesco aveva nominato presidente della Fondazione Luigi M. Monti (che  controlla tutte le attività dei frati) l’ex ministro della Salute, Maria Pia Garavaglia, licenziata solo  dopo pochi mesi di lavoro dal cardinale Parolin che forse si aspettava un’azione più energica. Ma ad aggravare il quadro ci sarebbe anche il fatto di avere preso in esame, nell’aprile del 2017, un piano  di salvataggio per l’Idi firmato da Giuseppe Profiti quando quest’ultimo era presidente. La cosa non  aveva evidentemente raccolto il gradimento di là del Tevere, fino alla decisione di individuare un  avvocato romano con una vasta esperienza nel campo societario, appunto Leozappa, al quale è stato affidato il compito di risanare, passaggio dopo passaggio, un ospedale che continua a essere  considerato un’eccellenza.
Intanto l’anno scorso il Tribunale di Roma ha rinviato a giudizio padre De Caminada, il fondatore  dell’intero complesso sanitario dei frati, ma ritenuto responsabile con altri 10 religiosi del crack.  Appropriazione indebita, truffa, bancarotta fraudolenta sono i reati ipotizzati: il dibattimento  processuale in corso dirà. In ogni caso, all’interno della Chiesa il caso dell’Idi è destinato a fare  storia: non si era mai vista una sentenza di un tribunale civile spazzare via gli ex vertici di un ordine religioso. Così come non si è mai vista la retromarcia davanti alla richiesta di un Papa, da parte di  una charity nata proprio per sostenere le attività papali.
Il Messaggero, 25 febbraio 2018

https://ilsismografo.blogspot.it/2018/02/stati-uniti-vaticano-si-inceppa-il.html

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