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Vatileaks, ancora bugie dal cardinale Bertone: ma una nuova lettera lo smentisce

Il porporato reagisce allo scoop dell’Espresso sul pagemento della ristrutturazione dell’attico con un’altra menzogna. Lo dimostrano i documenti in nostro possesso.

di Emiliano Fittipaldi –

Il cardinale Tarcisio Bertone, per bocca del suo avvocato, in risposta alle lettere pubblicate da “l’Espresso” da cui si evince che sapeva (al contrario di quello che sostiene) che le ristrutturazione del suo appartamento era a carico del Bambin Gesù, ha detto che comunque il prelato si era impegnato a trovare il denaro necessario per non gravare sulle casse della Fondazione dell’ospedale.

Viene smentito invece da una nuova lettera che il settimanale pubblica nel numero in edicola da domani e già online su Espresso+ dove si svela che il fantomatico benefattore altri non era se non la ditta Castelli Re di Gianantonio Bandera, il costruttore amico del salesiano, che ha poi effettivamente eseguito le opere.

L’imprenditore, in una missiva spedita il 29 ottobre 2013 a Giuseppe Profiti, presidente dell’Ospedale pediatrico della Santa Sede, scriveva: “Relativamente all’importo così determinato (307mila euro) dichiariamo sin d’ora la nostra disponibilità a versarlo a codesta Fondazione in due rate di eguale importo entro 60 e 120 giorni dalla data di ricevimento da parte Vostra del pagamento per i lavori effettuati. Gli importi, donati a titolo di liberalità, si intendono sin d’ora vincolati all’acquisizione di attrezzature e realizzazione di opere per la cura dei bambini del Bambin Gesù”.

Una inspiegabile partita di giro. Bandera vince l’appalto per ristrutturare casa Bertone, la fondazione paga Bandera che poi promette di restituire l’intero importo sotto forma di donazione. Bandera ha incassato a Londra e mai restituito quel denaro. E nessuno, né Bertone, né Profiti, né il Vaticano ha intentato azioni contro di lui.

L’articolo integrale sull’Espresso in edicola da venerdì 8 aprile e online su Espresso+

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