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Venticinque morti nelle proteste contro il governo. Cosa sta succedendo in Nicaragua

C’è anche un giornalista che stava realizzando una diretta Facebook tra i 25 morti nelle proteste contro la riforma delle pensioni in Nicaragua. Il bilancio di cinque giorni di rivolta contro il governo del presidente Daniel Ortega comprende anche 67 feriti, 43 dispersi e 20 arresti, secondo i dati diffusi dal Centro per i diritti umani del Paese centro-americano. Tra le vittime, registrate a Managua e in alcuni comuni vicini, c’è almeno un poliziotto.

Nicaragua, ucciso un giornalista che filmava proteste di piazza #Nicaragua https://t.co/bXh91OqjqD pic.twitter.com/s1g64Y40aH

— Tgcom24 (@MediasetTgcom24) 22 aprile 2018

Angel Gahona, questo il nome del giornalista, stava mostrando in diretta su Facebook gli scontri fra polizia e manifestanti e i danni a una banca della città di Bluefields, sulla costa caraibica, quando è stato centrato da un proiettile. Le immagini lo mostrano a terra, sanguinante. I colleghi hanno accusato la polizia affermando che a colpirlo è stato un tiratore scelto e che gli unici armati erano gli agenti antisommossa. Ma alcune foto scattate dai reporter di France Presse raccontano una realtà diversa: anche alcuni dimostranti sono armati.

Quelle scoppiate mercoledì scorso sono le più gravi proteste in Nicaragua in 11 anni di presidenza dell’ex guerrigliero sandinista Ortega. La riforma delle pensioni si propone di aumentare il costo dei contributi che grava su imprese e dipendenti per colmare il buco di 76 milioni di dollari del sistema pensionistico.

Nel mirino della dura repressione della polizia sono spesso finiti i giornalisti a cui è stata sequestrata l’attrezzatura. Ortega sabato si è offerto di avviare un negoziato con il settore privato ma le imprese hanno chiesto che prima cessi la repressione della polizia. Tra i dimostranti, si starebbero mischiando numerosi sciacalli che, approfittando della distrazione delle forze dell’ordine, starebbero saccheggiando i negozi.

#Nicaragua: media locali denunciano saccheggi diffusi in negozi e centri commerciali senza che le forze dell’ordine intervengano.I promotori delle proteste di questi giorni hanno dichiarato di essere estranei ai fatti pic.twitter.com/2sITQnVjrh

— Atlantide (@Atlantide4world) 22 aprile 2018

La preoccupazione del Papa

Papa Francesco si è detto “preoccupato per quanto sta accadendo in questi giorni in Nicaragua”. “Esprimo la mia vicinanza nella preghiera a quell’amato Paese”, ha affermato il Pontefice durante il Regina Caeli in piazza San Pietro, “e mi unisco ai Vescovi nel chiedere che cessi ogni violenza, si eviti un inutile spargimento di sangue e le questioni aperte siano risolte pacificamente e con senso di responsabilità”. Il Nicaragua è un Paese a maggioranza cattolica e la Conferenza dei vescovi in Nicaragua ha condannato la repressione appellandosi al buonsenso del governo.

. @Pontifex_es ”Preoccupato per ciò che sta accadendo in #Nicaragua, cessino le violenze” pic.twitter.com/x7UrmS0s63

— Agenzia VISTA (@AgenziaVISTA) 22 aprile 2018

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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