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Veronesi,  l'oncologo che rivoluzionò la cura del cancro al seno

Roma – Circa 35 anni fa, nel 1981, è apparso sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine la ricerca, firmata da Umberto Veronesi, che ha rivoluzionato l’oncologia mondiale, segnando uno dei progressi medico-scientifici italiani più importanti di questo secolo. Veronesi ha dimostrato che i tumori del seno di piccole dimensioni possono essere trattati con la stessa efficacia conservando il seno, invece che asportandolo integralmente, come era allora prassi in tutto il mondo.

Da allora il trattamento dei tumori cambiò: si mise fine infatti ai trattamenti eccessivi che devastavano il corpo e la mente e si iniziò un nuovo capitolo con al centro l’integrità corporea e la qualità di vita. Questa rivoluzione non ha solo a che vedere con l’estetica. Ma di fatto ha reso più curabile il cancro al seno. Se prima guariva solo il 40 per cento delle donne malate, oggi guarisce il 95 per cento.

In pratica, il tumore al seno è quello contro cui si sono registrati i maggiori successi. Altrettanto importanti gli studi di Veronesi sulla chemioprevenzione e sulla radioterapia per ridurre i rischi di recidive. Nel 1996 allo stesso Veronesi fu assegnato dalla Komen Foundation il Brinker Award, per gli “studi determinanti nel valutare tanto la necessità di irradiare il seno dopo chirurgia conservativa, quanto le modalita’ di irradiazione che dimostrano la migliore efficacia terapeutica”. (AGI)
 

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