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“Vi racconto come si riemerge da un uragano che ti ha appena devastato casa”

Mentre Irma spazza la Florida, il Texas si rimbocca le mani e prova a ripartire dopo il passaggio dell’uragano Harvey, avvenuto una decina di giorni fa. Ma come si riemerge da fango e detriti che nella migliore delle ipotesi hanno ‘solo’ devastato la propria abitazione? Lo racconta Clifford Kraussgiornalista del New York Times che vive a Bellaire, in Texas, con la moglie Paola e la figlia di 12 anni Emilie

Una lotta impari a ‘colpi’ di asciugamani

“Mia moglie mi prendeva in giro mentre mi preparavo all’arrivo dell’uragano tentando disperatamente di coprire porte e finestre con tutti gli asciugamani che avevamo in casa”, racconta Krauss. “Lei che ha familiarità con il fenomeno sa bene che è come applicare un cerotto su una ferita di arma da fuoco“. E così è stato: “Nel giro di un’ora, il pianterreno della nostra casa era stato invaso da 30 centimetri di acqua e fango che sprigionavano un odore simile a quello di una palude”. 

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La lunga lista ‘della spesa’

Due settimane dopo, il giornalista e la sua famiglia sono salvi, al sicuro in casa di alcuni amici e mangiano bene. Ma sul tavolo c’è una lunga lista di cose da fare. “Siamo tra i fortunati. La nostra casa si sta asciugando, il pavimento è in fase di rimozione, parte dei muri è distrutta. La ripresa è all’orizzonte, sebbene mi serva un paio di binocoli per riuscire a vederla”. A casa di Krauss i danni sono considerevoli e sarà molto costoso riparare tutto: “Abbiamo bisogno di nuovi infissi, tende, elettrodomestici e molte altre cose”. 

Una lotta contro il tempo per salvare il più possibile

In casi come questo la velocità nel prendere decisioni è tutto. Ed è così sin dal primo momento, assicura il giornalista del New York Times. “Mentre l’acqua divorava il piano terra io e Paola abbiamo dovuto scegliere in pochi istanti cosa salvare e cosa no. Abbiamo arrotolato il tappeto persiano e lo abbiamo portato al piano di sopra, insieme ai libri, ai cd e a due lampade da tavolo. I divani erano troppo pesanti e così gli abbiamo detto addio. Ma ho messo una sedia di pelle su una poltrona, riuscendo a salvarla. Paola ha insistito per staccare le tende, ma io ho l’ho convinta a lasciarle andare. È stato un errore”.

Riemergere dal fango

“Una volta defluita l’acqua, il che è avvenuto con una velocità sorprendente, ci siamo messi al lavoro per cercare qualcuno che ‘bonificasse’ muri e pavimenti. È stata quasi una gara di velocità con il vicinato per eliminare il fango dalle abitazioni “, commenta il reporter. “Mi sono anche rivolto a un’agenzia per avere il numero di un’ottima impresa che si occupi di questi lavori. Non so se fosse la migliore, ma non avevo tempo da perdere e ho dovuto prendere le decisioni di pancia“. Poi sono iniziate le telefonate alle compagnie di assicurazione. “L’auto di mia moglie verrà ripagata velocemente, ma la polizza sulla casa non copre le alluvioni. Fortunatamente avevamo stipulato una polizza a parte sui disastri naturali ma non copre la spesa per l’alloggio provvisorio durante i lavori di ristrutturazione che, secondo i miei vicini, dureranno all’incirca 8 mesi”.  

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La ricerca di una casa provvisoria

Così Krauss e la sua famiglia hanno deciso di prendere in affitto una casa provvisoria. “Paola ha avuto l’intuizione di cercarla vicino gli ospedali perché medici e infermieri vengono trasferiti di continuo e la possibilità di trovare un buon alloggio aumenta”. Intanto “io trascorro gran parte delle mie giornate nella nostra casa allagata, riuscendo anche a lavorare in una stanza al piano di sopra che ho adibito a studio”. 

I danni nella zona di Houston

Moltiplicate le nostre perdite per migliaia di volte e avrete un’idea dell’entità del danno nell’area di Houston“. Con le raffiche del vento, infatti, Harvey ha spazzato via parte dell’economia della zona: “Sono andate perse ville di valore, ricevute di pagamento delle tasse, sono state danneggiate le scuole. Senza contare i negozi chiusi per lavori e i ristoranti mezzi vuoti”. “La città ha dichiarato che si tratta di una nuova occasione di business, ma i viaggi possono durare ore in più rispetto a prima per via delle strade chiuse. Alcune raffinerie sono ancora chiuse oppure lavorano a capacità ridotta. Senza contare i prezzi della benzina che sono arrivati alle stelle. E’ anche vero però che il denaro che io andrò a spendere, e con me migliaia di cittadini, rappresenta uno stimolo per l’economia regionale e nazionale.

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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