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Via d'Amelio 24 anni dopo

Roma- “Onorare Borsellino significa continuare la sua battaglia. Lo Stato e la societa’ hanno gli anticorpi per colpire e sconfiggere tutte le mafie”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del ventiquattresimo anniversario della strage di Via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. “Il diritto e l’ordinamento democratico costituiscono garanzie, oltre che irrinunciabili presidi di civilta’ – dice il Capo dello Stato in una nota diffusa dal Quirinale -. Sta alla responsabilita’ di tutti procedere con coerenza e determinazione. Lo spirito di unita’ tra le forze migliori della comunita’ e’ indispensabile in questo impegno prioritario. Con questo spirito, desidero esprimere la mia vicinanza ai familiari e la mia partecipazione al dolore che si rinnova. Tutta l’Italia che ama la liberta’ e la giustizia e’ con loro”.

“L’assassinio di Borsellino, delle donne e degli uomini della scorta, costituisce una ferita grave inferta nel corpo della democrazia italiana. L’azione e l’esempio di queste personalita’ costituiscono un’eredita’ ricca e positiva, a cui hanno potuto attingere tanti altri servitori dello Stato, e, insieme a loro, numerosi cittadini e tanti giovani. Dobbiamo essere consapevoli di questo patrimonio e impiegarlo perche’ la vittoria sulla criminalita’ sia piena” continua il Presidente Mattarella. 

“Nell’anniversario della strage di via D’Amelio – aggiunge il Capo dello Stato – che la mafia concepi’ e realizzo’ con la medesima, disumana ferocia dell’azione terroristica di pochi mesi prima a Capaci, desidero rinnovare il mio commosso omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti caduti, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. La memoria del loro sacrificio e’ incancellabile nella coscienza degli italiani e costituisce parte intangibile della riscossa dei cittadini onesti contro la sopraffazione, contro il giogo liberticida delle organizzazioni criminali e contro le loro reti di complicita’. Paolo Borsellino e Giovanni Falcone sono stati magistrati di straordinario valore, uniti dal medesimo impegno e drammatico destino. Uomini coraggiosi, che hanno ottenuto successi storici contro il cancro mafioso. Servitori della Repubblica, hanno cercato la verita’ con tenacia, rigore, intelligenza e, nel contempo, hanno promosso la legalita’ in un fecondo rapporto con la societa’ e le istituzioni”.

Il premier Matteo Renzi lo ricorda su Twitter: “Paolo Borsellino. La sua professionalita’. E i suoi agenti: Emanuela, Agostino, Vincenzo, Walter, Claudio. L’Italia non dimentica #19luglio”. (AGI) 

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