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Videogiochi: Aevsi, tutela minori responsabilita' da condividere

(AGI) – Milano, 16 set. – “Responsabilita’ condivisa”: i produttori di videogiochi nutrono perplessita’ sulla proposta di legge presentata oggi in Parlamento da Scelta civica. AESVI, Associazione che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, sostiene di essersi sempre occupata della tutela dei minori, ritiene che l’obiettivo della tutela dei minori “debba essere realizzato in un’ottica di responsabilita’ condivisa tra industria, istituzioni e agenzie educative quali famiglie e scuole, senza demonizzare il videogioco in quanto mezzo e senza porre l’industria di riferimento in una posizione di disparita’ di trattamento rispetto ad altri settori”. Riguardo al testo “l’Associazione desidera quindi puntualizzare che ritiene che le soluzioni proposte necessiterebbero invece di alcuni importanti ripensamenti. Prima di tutto l’Associazione reputa importante sottolineare che il PEGI non e’ il frutto di una mera autoregolamentazione, come si desume dalla proposta di legge, ma e’ al contrario un sistema di classificazione nato su impulso della Commissione Europea e che gode di supporto regolamentare da parte di molti Governi degli Stati Membri”. Secondo i produttori di videogiochi, “uno degli aspetti piu’ controversi del disegno di legge e’ la proposta di prevedere una riclassificazione dei videogiochi soltanto per l’Italia, nel caso in cui si ritenga che la classificazione attribuita dal PEGI non sia adeguata. Una scelta di questo tipo rischierebbe di avere un impatto disastroso su un mercato che si muove secondo logiche internazionali e di creare confusione nei consumatori, che da oltre 10 anni sono abituati a scegliere i videogiochi sulla base della classificazione PEGI”. Quanto ai rivenditori, “l’introduzione di un divieto di vendita di videogiochi non adatti ai minori puo’ sembrare, a prima vista, una soluzione efficace, ma di fatto potrebbe applicarsi con certezza solo ai negozi tradizionali e favorire una migrazione ulteriore dei consumi sul mercato digitale, dove e’ invece piu’ difficile ipotizzare qualsiasi forma di controllo”. AEVSI “si augura che si possa lavorare in un’ottica di collaborazione con le Istituzioni italiane per promuovere una maggiore informazione alle famiglie e ai genitori, anche al fine di valorizzare gli elementi positivi dei videogiochi. A parere dell’Industria, infatti, il terreno su cui si dovrebbe agire in via principale e’ l’asimmetria informativa che spesso esiste tra genitori e figli in materia di videogiochi. I genitori dovrebbero essere consapevoli delle opportunita’ e anche dei possibili rischi connessi all’utilizzo di videogiochi non adatti all’eta’ dei loro figli, al fine di esercitare la loro responsabilita’ parentale in modo informato”. (AGI) .
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