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Volkswagen: 11 mln le auto 'truccate', borse ko. 'Die Welt' accusa "governo sapeva"

(AGI) – Francoforte, 22 set. – Undici milioni di auto Volkswagen ‘truccate’ in giro per il globo. L’affaire del colosso tedesco dell’auto si allarga e trascina al ribasso le borse europee, mentre il titolo lascia sul terreno il 19%, che dopo il -18% di ieri significa che in due giorni la compagnia tedesca ha bruciato oltre 25 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato. Per provare a fronteggiare lo scandalo, Volkswagen annuncia l’accantonamento di 6,5 miliardi: le risorse accantonate serviranno a finanziare le misure necessarie per recuperare la fiducia dei clienti, ma questo comportera’ una revisione al ribasso dell’obiettivo di utile per l’esercizio in corso dello stesso ammontare. L’amministratore delegato, Martin Winterkorn “chiede scusa per la cattiva condotta della compagnia” ma sottolinea che “sarebbe sbagliato se il terribile errore di pochi compromettesse il lavoro onesto di 600 mila persone”. Interviene anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel che chiede di “fare chiarezza sul caso”, mentre gli Usa avviano un’indagine penale e l’Ue annuncia che andra’ fino in fondo. L’Italia invece valuta lo stop alle vendite. “Stiamo lavorando intensamente per eliminare” le discrepanze di emissione fra i risultati dei test condotti in fabbrica e le misurazioni effettive su strada per i veicoli con motori del tipo EA 189, dice la societa’. “Volkswagen non tollera alcun tipo di violazione delle leggi sotto qualunque forma” e la prima priorita’ del board aziendale, sottolinea il comunicato, e’ riguadagnare la fiducia perduta presso i suoi clienti. “Il Gruppo terra’ informato il pubblico sull’ulteriore progresso delle indagini in maniera costante e trasparente”. Bruxelles fa sapere di essere in contatto con Volkswagen e con le autorita’ statunitensi e di voler “andare fino in fondo” e invita i governi ad essere “particolarmente vigili sulle compagnie nazionali”. Il portavoce della commissione Ue, Lucia Caudet, fa anche sapere che le indagini sono in corso ed e’ prematuro dire se anche in Europa siano necessarie “immediate misure di controllo”. “Ma voglio essere chiaro – aggiunge – occorre andare fino in fondo. Per la sicurezza dei nostri consumatori e dell’ambiente occorre essere certi che le aziende rispettino scrupolosamente i limiti delle emissioni”. L’unita’ Usa di Fiat Chrysler Automobiles assicura che le sue auto non sono dotate degli stessi dispositivi adottati da Volkswagen cioe’ del software, presente in 482 mila vetture diesel, che faceva apparire le automobili molto meno inquinanti di quanto fossero in realta’. “Fca Usa – si legge in un comunicato e-mail della compagnia – non usa dispositivi simili”. Intanto con una lettera indirizzata all’amministratore delegato e direttore generale di Volkswagen Group Italia Massimo Nordio, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti chiede informazioni sulle vetture vendute nel mercato italiano. “Ho appreso con preoccupazione le risultanze delle indagini – scrive Galletti a Nordio – e le chiedo di volermi fornire elementi oggettivi che nelle autovetture commercializzate in Italia non siano stati installati accorgimenti tecnici analoghi volti ad alterare i dati emissivi da test rispetto alla realta’”. (AGI) .
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