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Volkswagen: Codacons, notificata class action; dai giudici l'11/2

(AGI) – Roma, 30 set. – Al via la class action italiana di Codacons contro Volkswagen per lo scandalo delle emissioni falsificate: il formale atto di citazione – riferisce l’associazione – e’ stato notificato questa mattina dinanzi al Tribunale di Venezia, territorialmente competente avendo Volkswagen group Italia sede a Verona. L’azienda dovra’ comparire davanti ai giudici il prossimo 11 febbraio, per rispondere delle richieste risarcitorie. Secondo il Codacons, gli interessi gravemente lesi dalla Volkswagen sono la “responsabilita’ ex contractu per violazione delle norme su correttezza e buonafede, inadempimento contrattuale, diversita’ del bene venduto rispetto quello voluto ed elusione norme sulla concorrenza”. Inoltre, la responsabilita’ ex art. 2043 c.c. per violazione del diritto ad un ambiente salubre: “La Volkswagen – scrive il Codacons – vendendo mezzi apparentemente in conformita’, ma di fatto in violazione, delle previsioni sopra richiamate sul rispetto dei limiti delle emissioni, ha determinato, per il tramite dell’utente inconsapevolmente coinvolto, l’immissione di sostanze tossiche nell’atmosfera determinando, cosi’, un pregiudizio ambientale e per la salute umana”. Secondo il Codacons, “il danno, per il singolo utente, quindi, si configura sia in termini di acquisto di un mezzo diverso da quello voluto che come pregiudizio derivante dalla circostanza di dover subire quotidianamente emissioni nocive stante la grave lesione del diritto a vivere in un ambiente salubre. Paradossalmente, poi, il consumatore che ha acquistato il mezzo Volkswagen – in quanto vittima di una grave falsificazione delle emissioni inquinanti – ha subito il danno di aver, inconsapevolmente (e a causa del dolo della Casa costruttrice) immesso nell’ambiente sostanze tossiche e comunque in una percentuale superiore rispetto quella prevista dalla legge. Il paradosso, sta nel fatto che il consumatore gia’ beffato e lesi”. I proprietari di vetture Volkswagen coinvolte nello scandalo – conclude l’associazione – possono ora formalmente preaderire alla class action, in attesa della pronuncia del Tribunale sulla ammissibilita’ e chiedere il risarcimento dei danni subiti in relazione agli illeciti subiti, alla perdita di valore dell’automobile, al danno esistenziale da inquinamento involontario, ad eventuali richiami delle vetture, ecc., per un importo compreso tra 10mila e 50mila euro ad automobilista. (AGI) .
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