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Volkswagen crolla in borsa, -20%Accantonati 6,6 miliardi

(AGI) – Francoforte, 22 set. – Volksawagen continua a crollare in borsa. La casa automobilistica tedesca finita nella bufera per aver truccato i dati sulle emissioni dei gas di scarico sui motori diesel sta cedendo il 20,42% a 105,20 euro. Volkswagen ha annunciato che accantonera’ 6,5 miliardi di euro nel terzo trimestre per far fronte ai costi dello scandalo dei motori diesel truccati. Tali risorse serviranno a finanziare le misure necessarie per recuperare la fiducia dei clienti. Inoltre il gruppo rivedra’ l’obiettivo di utile per l’esercizio in corso dello stesso ammontare. Sono 11 milioni i veicoli Volkswagen nel mondo coinvolti nello scandalo dei motori diesel. Lo riferisce il gruppo automobilistico.

In una nota, la Casa assicura che “sta lavorando intensamente per eliminare” le discrepanze di emissione fra i risultati dei test condotti in fabbrica e le misurazioni effettive su strada per i veicoli con motori del tipo EA 189.
   “Volkswagen non tollera alcun tipo di violazione delle leggi sotto qualunque forma” e la prima priorita’ del board aziendale, sottolinea il comunicato, e’ riguadagnare la fiducia perduta presso i suoi clienti. “Il Gruppo terra’ informato il pubblico sull’ulteriore progresso delle indagini in maniera costante e trasparente”.

“Per la sicurezza dei nostri consumatori e dell’ambiente, e’ necessario avere la certezza che l’industria rispetta scrupolosamente i limiti delle emissioni”. Lo afferma la portavoce della Commissione Ue, Lucia Caudet, commentando l’indagine Usa sulla truffa riguardante le emissioni inquinanti delle auto Volkswagen. “Stiamo prendendo la questione molto seriamente”, commenta la portavoce. “I servizi della Commissione sono in contatto con Volkswagen, l’Agenzia Usa di protezione dell’ambiente e il California Air Resources Board per conoscere i dettagli del recente ritiro delle auto del produttore negli Usa – ha spiegato – l’indagine su Volkswagen va avanti in Usa e Germania, ma e’ prematuro commentare su quali specifiche misure di controllo siano necessarie anche in Europa e se le auto vendute da Volkswagen in Europa siano coinvolte”. “La Commissione sta lavorando intensivamente per sviluppare forti procedure per i testi sulle emissioni delle auto – ha spiegato la portavoce – Attualmente le emissioni di ossido nitroso (NOx) delle auto diesel misurato sulla strada puo’ in realta’ superare in modo sostanziale, senza che questo sia sbagliato, le emissioni misurate nei test regolamentari. Per colmare questo divario, la Commissione sta lavorando per sviluppare procedure di test RDE, real driving emission. Sostituiscono l’attuale test in laboratorio e valutera’ le emissioni delle auto su strada. La nuova procedura e’ stata adottata nel maggio 2015 e sara’ operativa all’inizio del 2016”. I poteri di controllo sulle emissioni, e sul rispetto dei limiti stabiliti a livello Ue, spettano comunque agli Stati, “compresa la possibilita’ di ritirare le auto dal mercato e imporre multe se necessario”. A questo proposito, la Commissione e’ in contatto con le autorita’ nazionali, ha aggiunto Caudet.

In relazione alle notizie emerse sul caso Volkswagen, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti oggi interpella sull’accaduto, sia il Kba Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo, il maggiore omologatore delle auto in questione, sia il costruttore. Lo comunica il Mit in una nota. Il Ministero chiede di conoscere se il medesimo illecito, avvenuto negli Usa dove vigono pero’ regole differenti per la omologazione, risulti essere praticato su omologazioni della stessa autorita’ tedesca per l’Europa e se i veicoli sono stati commercializzati in Italia. Nella lettera rivolta al Kba si esprime “preoccupazione in merito all’accaduto, in relazione alla protezione dell’ambiente ed alle possibili ripercussioni sul sistema di omologazione dei veicoli, vigente nell’Unione europea”. Si chiede quindi conto “se le anomalie riscontrate possano riguardare anche veicoli omologati e commercializzati nel territorio dell’Unione”. In questo caso si chiede, come Ministero, di “acquisire i risultati dei controlli di conformita’ che il KBA vorra’ effettuare, a tutela dell’ambiente e della qualita’ dei prodotti omologati per il mercato dell’Unione”. La Francia ha sollecitato un’inchiesta “a livello europeo” dopo la rivelazione che la casa automobilistica tedesca installava su determinati modelli diesel un programma per ingannare i controlli anti-inquinamento negli Stati Uniti. E’ necessaria un’inchiesta “a livello europeo” per “tranquillizzare” i cittadini e anche controllare le altre case automobilistiche europee, ha dichiarato il ministro delle Finanze, Michel Sapin, parlando all’emittente Europe 1.  (AGI)

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