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Volkswagen: Ft "l'Ue sapeva" Al corrente di trucchi dal 2013

(AGI) – Londra, 26 set. – Oggi nei palazzi comunitari di Bruxelles tutti ostentano stupore ed incredulita’ per lo scandalo dei motori diesel truccati della Volkswagen. Ma erano stati avvertiti sin dal 2013 (i primi dati risalgono al 2011) del pericolo per l’ambiente rappresentato da software e strumenti (peraltro illegali sin dal 2007) per alterare i risultati dei test inquinanti dei motori diesel. Gli stessi programmi e marchingegni impiegati da Volkswagen e scoperti negli Usa ma invece ignorati dai Ventotto nonostante fossero stati messi in guardia. E’ quanto emerge dal rapporto del Joint Research Center dell’Ue illustrato ai vertici comunitari due anni fa secondo quanto riferisce il Financial Times in prima pagina. Rapporto che suggeriva gia’ allora di effettuare i test sui gas inquinanti su strada e non dentro officine attrezzate solo a simulare l’andatura piu’ o meno veloce delle auto. Il riferimento e’ al marchingegno che si attivava per ridurre le emissioni di sostanze inquinanti solo quando i software gli segnalavano che l’auto diesel su cui era fraudolentemente installato si trovava sui rulli per i test in officina. Una volta in strada, verificando che la macchina curvava e non si trovava piu’ su dei rulli con lo sterzo bloccato, il diabolico strumento si spegneva da solo, facendo impennare anche di 40 volte i livelli di inquinanti. Il tutto all’insaputa dei proprietari delle vetture ma non delle case costruttrici. Secondo il quotidiano economico finanziario della City “l’incapacita’ delle autorita’ regolatorie in tutta l’Ue (la responsabilita’ in materia e’ dei singoli Stati, ndr) di denunciare questi trucchi porta alla luce il potere delle lobby dell’industria automobilistica europea che ha scommesso molto sui diesel. Circa il 53% delle nuove auto vendute nell’Ue sono (oggi) diesel, rispetto al circa 10% dei primi anni ’90” Il conservatore Daily Telegraph, citando Greenpeace, sostiene che a Bruxelles e’ attiva una potente lobby del diesel che solo nel 2014 ha speso 18,4 milioni di euro per sostenere la diffusione di questo tipo di motori. (AGI) .
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