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Volkswagen: l'Ad chiede scusa. 'Die Welt' accusa, "governo Merkel sapeva"

(AGI) – Francoforte, 22 set. – E’ ancora bufera sulla Volkswagen. La casa automobilistica ammette che sono 11 milioni i veicoli coinvolti nello scandalo dei motori diesel e accantona 6,5 miliardi per far fronte ai costi. L’amministratore delegato, Martin Winterkorn “chiede scusa per la cattiva condotta della compagnia” ma sottolinea che “sarebbe sbagliato se il terribile errore di pochi compromettesse il lavoro onesto di 600 mila persone”. Il titolo, dopo il tonfo di ieri, crolla in borsa e cede fino a oltre il 20%. La cancelliera tedesca, Angela Merkel chiede di “fare chiarezza sul caso”. Gli Usa avviano un’indagine penale e l’Ue annuncia che andra’ fino in fondo. L’Italia invece valuta lo stop alle vendite. Le risorse accantonate da Volkswagen serviranno a finanziare le misure necessarie per recuperare la fiducia dei clienti. Inoltre il gruppo rivedra’ l’obiettivo di utile per l’esercizio in corso dello stesso ammontare. Il gruppo automobilistico assicura in una nota che “sta lavorando intensamente per eliminare” le discrepanze di emissione fra i risultati dei test condotti in fabbrica e le misurazioni effettive su strada per i veicoli con motori del tipo EA 189.

L’accusa del ‘Die Welt’: il Governo di Angela Merkel sapeva

“Volkswagen non tollera alcun tipo di violazione delle leggi sotto qualunque forma” e la prima priorita’ del board aziendale, sottolinea il comunicato, e’ riguadagnare la fiducia perduta presso i suoi clienti. “Il Gruppo terra’ informato il pubblico sull’ulteriore progresso delle indagini in maniera costante e trasparente”.

Volkswagen: ad Usa, abbiamo fatto un casino. Ad Winterkorn chiede scusa

Bruxelles fa sapere di essere in contatto con Volkswagen e con le autorita’ statunitensi e di voler “andare fino in fondo”. In particolare la commissione Ue invita i governi ad essere “particolarmente vigili sulle compagnie nazionali”. Il portavoce della commissione Ue, Lucia Caudet, fa anche sapere che le indagini sono in corso ed e’ prematuro dire se anche in Europa siano necessarie “immediate misure di controllo”. “Ma voglio essere chiaro – aggiunge – occorre andare fino in fondo. Per la sicurezza dei nostri consumatori e dell’ambiente occorre essere certi che le aziende rispettino scrupolosamente i limiti delle emissioni”.

Diesel ‘chiave’ per sfondare negli Usa

L’unita’ Usa di Fiat Chrysler Automobiles assicura che le sue auto non sono dotate degli stessi dispositivi adottati da Volkswagen cioe’ del software, presente in 482 mila vetture diesel, che faceva apparire le automobili molto meno inquinanti di quanto fossero in realta’. “Fca Usa – si legge in un comunicato e-mail della compagnia – non usa dispositivi simili”. Intanto con una lettera indirizzata all’amministratore delegato e direttore generale di Volkswagen Group Italia Massimo Nordio, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti chiede informazioni sulle vetture vendute nel mercato italiano. “Ho appreso con preoccupazione le risultanze delle indagini – scrive Galletti a Nordio – e le chiedo di volermi fornire elementi oggettivi che nelle autovetture commercializzate in Italia non siano stati installati accorgimenti tecnici analoghi volti ad alterare i dati emissivi da test rispetto alla realta’”.

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