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Volkswagen: scandalo si allarga, ombre anche su Bmw. Borse in 'rosso'

(AGI) – Roma, 24 set. – Lo scandalo Volkswagen affonda le Borse europee per i timori che la faccenda possa toccare anche altre case automobilistiche, a cominciare da Bmw che pero’ smentisce in modo categorico qualsiasi coinvolgimento. In Italia la procura di Torino ha aperto un’inchiesta e tra i reati ipotizzati risulta quello di frode in commercio. Duro il giudizio del presidente di Fca, John Elkann: “Non commento quello che e’ accaduto al concorrente Volkswagen, ma e’ molto grave, aspettiamo di sapere cosa diranno le indagini”. “Il fatto specifico che e’ avvenuto a Volkswagen si conoscera’ poi meglio nei dettagli, io preferisco non commentare quello che succede ai concorrenti. Come ha detto Acea in maniera molto chiara, questo non e’ un problema dell’industria, ma un problema specifico della societa’”, ha aggiunto Elkann. Intanto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha chiesto un parere all’Istituto Superiore di Sanita’ sui rischi dei filtri delle automobili diesel sulla salute, e sulla possibilita’ che i filtri stessi riescano a far “sfuggire” ai controlli le particelle nocive emesse. L’Istituto avviera’ ora un approfondimento, il cui esito potrebbe essere fornito al ministero gia’ nei prossimi giorni. Sul fronte tedesco, invece, dopo l’amministratore delegato, Martin Winterkorn, anche il capo del settore Sviluppo di VW, Hans Jacob Neusser sarebbe pronto a dimettersi. Lo rivela il settimanale tedsco Der Spiegel. Secondo fonti vicine alla compagnia anche l’amministratore delegato di Volkswagen Usa, Micael Horn dovrebbe lasciare il suo incarico. Le decisioni saranno ufficializzate al consiglio di sorveglianza di VW di domani e l’azienda finora ha preferito non commentare le indiscrezioni. Intanto domani dovrebbe essere il giorno di Matthias Mueller. Il numero uno di Porsche, verra’ nominato nuovo ad di Volkswagen al posto del dimissionario Martin Winterkorn. E’ quanto riporta il quotidiano tedesco Handesblatt, che cita fonti aziendali secondo le quali buona parte del consiglio di sorveglianza appoggerebbe la nomina di Mueller, gia’ considerato favorito rispetto ai capi dei brand Audi e Volkswagen, Rupert Stadler e Herbert Diess, anch’essi in lizza. Con il 31,5% delle partecipazioni, Porsche e’ il primo azionista di Volkswagen. In Italia l’ad Volkswagen, Massimo Nordio, annuncia che sono in corso verifiche anche sulle auto del nostro Paese. In risposta a una lettera inviata dal ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, assicura anche che i nuovi modelli sono a norma. L’Ue continua a chiedere “un quadro completo della situazione” e invita tutte le autorita’ nazionali a indagare e a riferire a Bruxelles”. Il governo tedesco ammette che le manipolazioni sui dati delle emissioni di auto diesel Volkswagen hanno avuto luogo anche in Europa. Il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrint precisa pero’ di non sapere quanti degli 11 milioni di veicoli VW interessati si trovino nel Vecchio continente. Berlino comunque concordera’ nei prossimi mesi nuovi test sulle emissioni delle auto europee, da effettuare su strada Riguardo alle voci di un coinvolgimento di altre case automobilistiche nello scandalo, secondo il quotidiano Bild, citando dati del Icct, (International Council on clean transportation), scrive che alcuni modelli di Bmw avrebbero violato le norme sui tetti di emissione dei gas di scarico. La casa auto ha pero’ smentito. Domani comunque Volkswagen fara’ i nomi dei responsabili dell”affaire’. Secondo due fonti della compagna il consiglio di supervisione dell’azienda tedesca non si limitera’ ad annunciare il successore di Martin Winterkorn alla testa del gruppo ma iniziara’ anche a rivelare chi sono i responsabili della manipolazione tecnologica che ha infangato la reputazione del colosso dell’auto. Per Winterkorn si parla di una liquidazione di 28,6 milioni di euro, ma potrebbe raccogliere una buonuscita ancora piu’ alta, intorno ai 60 milioni di euro. Infine spunta una lettera di Volkswagen of America Inc. ai clienti californiani. Si avvisavano i proprietari di vetture diesel Audi e Volkswagen di una generica “azione di richiamo per problemi di emissioni” dei gas di scarico. Nel pomeriggio, l’agenzia Standard & Poor’s ha fatto sapere che potrebbe tagliare il rating di Volkswagen. Ma lo scandalo, sottolinea con preoccupazione il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani, potrebbe “avere un forte effetto di freno per la ripresa del mercato dell’auto, anche in Italia”. Secondo Sticchi Damiani, contattato telefonicamente, “esiste il timore fondato che quello che sta accadendo possa frenare quel vento, seppure debole, di ripresa, che sembrava essere tornato a soffiare su un settore fermo da anni. Tutti questi elementi di disturbo ovviamente preoccupano”. .
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