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wechat riconoscimento facciale

Devi fare check-in, prenotare il biglietto del treno o aprire un conto in banca? Se sei cinese e vivi a Guangzhou basta metterci la faccia per fare tutto con la carta di identità digitale.

E’ proprio il capoluogo della provincia sudoccidentale del Guangdong, spina dorsale dello sviluppo cinese, a lanciare il progetto pilota di riconoscimento facciale che permetterà ai residenti di registrare la carta d’identità sul profilo WeChat, la popolare piattaforma di messaggistica usata da 980 milioni di utenti.

Nuova mossa vincente di Tencent, che oltre ad essere proprietaria della famosissima app, è anche la più grande società al mondo nel settore dei giochi online per gli smartphone, leader nei pagamenti mobile, e prima azienda cinese hi-tech a sfondare il tetto dei 500 miliardi di dollari per capitalizzazione in Borsa – superando il valore di Facebook. Il colosso dell’hi-tech partecipa sempre più attivamente alla vita dei cittadini cinesi: quando chattano, mangiano, pagano, giocano e ascoltano la musica. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Xinhua, il progetto potrebbe essere esteso su scala nazionale già a partire dal mese prossimo.

Come fare (se sei cinese)

Come si fa a ottenere una carta di identità digitale su WeChat? Lo spiega il Financial Times. Ce ne sono di tue tipi, una con opzioni limitate e una senza limiti di utilizzo. Per la prima, che può essere usata per attività di ordinaria amministrazione come registrarsi in un internet café, agli utenti basterà scansionare la propria faccia su WeChat. Per richiedere la seconda, che consente all’utente di fare cose più complesse, come registrare una impresa, sarà necessario recarsi in un ufficio preposto per scansionare la carta di identità cartacea.

Dietro al nuovo progetto ci sono piani di espansione ben congegnati per una società che punta a diversificare i profitti, fino ad oggi derivanti soprattutto dal settore dei giochi online. Lo dicono gli analisti interpellati dal quotidiano finanziario britannico: l’ottimismo degli investitori sulla capacità di Tencent di monetizzare l’accesso ai dati degli utenti di WeChat ha portato a un incremento del valore di mercato del gruppo, che si è più che duplicato dall’inizio del 2017. Ma al di là delle aspettative il modello mostra i suoi limiti: “Il prezzo di listino non riflette il reale valore di Tencent”, spiega Zhang Yi, Ceo di iiMedia Research, società di consulenza tecnologica.

E così Tencent si è decisa a cavalcare l’onda del riconoscimento facciale, una tecnologia sui cui la Cina, seconda solo agli Usa per investimenti nell’intelligenza artificiale, ha deciso di puntare per creare un enorme database in grado di identificare 1 miliardo e 300 milioni di cinesi in tre secondi. Il governo cinese è ossessionato dalla sicurezza.

Uno strumento perfetto anche per il Partito

Una mossa che le fa segnare punti di distacco dalla rivale Alibaba​, il colosso dell’e-commerce guidato da Jack Ma, che con Alipay, il suo mobile wallet, aveva testato il proprio sistema di carta di identità digitale a Wuhan, capoluogo della provincia centrale dello Hubei. Nella corsa a immagazzinare i dati degli utenti, inestimabile tesoro da usare in vari ambiti, dalle campagne pubblicitarie al sistema di credito sociale, il programma di rating che assegna un voto alle attività online dei cittadini e delle imprese, Alibaba, Tencent e Baidu da tempo trasferiscono alle forze dell’ordine le tracce elettroniche degli utenti, dalle chat agli acquisti online. I tre giganti privati dell’internet cinese, racchiusi nel collettivo BAT, sono al fianco delle autorità cinesi nella lotta alla criminalità e al dissenso politico.

C’è già chi storce il naso rispetto al nuovo progetto che rafforza i legami tra il colosso privato e il Partito Comunista Cinese (Pcc). Non sorprende se Ma Huateng, anche detto Pony Ma, a capo di Tencent, è noto per essere vicinissimo al Pcc: il 23% dei suoi dipendenti ha la tessera del Partito.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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