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Weekend tragico per l'alpinismo. Perché il caldo aumenta i pericoli

Montagna tragica nell’ultimo fine settimana di agosto: in poche ore sulle Alpi si sono consumate due tragedie che hanno causato sette vittime, fra cui due italiani, e diversi feriti, alcuni dei quali molto gravi. La prima ha avuto per teatro la Cima Presanella nel Trentino occidentale dove sono morti due alpinisti originari della Val Camonica, in provincia di Brescia, e altri sette sono rimasti feriti, tra cui due ragazzi. La seconda è avvenuta sulle Alpi Salisburghesi, dove in cinque hanno perso la vita. Entrambi gli incidenti si sono verificati in cordata, ovvero con gli alpinisti che procedono con la stessa corda di sicurezza. Ed entrambi gli incidenti potrebbero avere a che vedere con le temperature più elevate della media, che rendono più pericoloso camminare sui ghiacciai.

In Trentino l’incidente si è verificato a 3.200 metri lungo la via normale che porta a Cima Presanella, vetta posta a oltre 3.500 metri, da sempre una delle mete più frequentate dagli alpinisti esperti. Stando ad una prima ricostruzione fatta dai soccorritori giunti sul luogo con tre elicotteri, gli alpinisti erano partiti alle prime luci del giorno dal rifugio Stavel Francesco Denza sulla vedretta Cercen quando all’improvviso, in prossimità della forcella Freshfield, i primi due della cordata sono scivolati coinvolgendo anche gli altri alpinisti. Alcuni sono scivolati per circa 200 metri. A lanciare l’allarme al numero unico di emergenza 112 sono stati i feriti meno gravi. Subito sono stati inviati sul posto tre elicotteri, di cui due di Trentino Emergenza e uno dell’Aiut Alpin Dolomites altoatesino. Gli elicotteri hanno trasportato in quota diverse squadre di terra del soccorso alpino dell’Area operativa Trentino occidentale. Giunti sul posto, i soccorritori hanno riscontrato la morte di due alpinisti e prestato le prime cure agli altri componenti della comitiva, di cui tre feriti in modo grave. I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Trento, Bolzano, Cles e Brescia.

Il bilancio rischia di aggravarsi

“Per gli uomini del Soccorso alpino del Trentino si è trattato di un lavoro molto lungo e complesso, tanto che – dopo il trasporto a valle dei feriti in condizioni più gravi – sono servite alcune ore per il recupero di tutti i feriti coinvolti.”, leggiamo su Alto Adige, “secondo l’azienda sanitaria di Trento i feriti sono ricoverati negli ospedali di Trento, Bolzano e Brescia. Il bilancio purtroppo potrebbe aggravarsi ulteriormente nel corso della giornata. La salita scelta dal gruppo di alpinisti bresciani è una classica della Presanella, lungo il versante nord-ovest, con partenza dal Rifugio Denza, sui versanti della valle di Sole, che richiede attrezzatura per la progressione su ghiacciaio (piccozza e ramponi) e buone capacità alpinistiche”.

“Ghiacciai in sofferenza per il caldo”

“Quando è così caldo i ghiacciai sono in sofferenza. Possono essere scoperti, cioè presentare in superficie solo ghiaccio, quindi diventa più complicato camminare senza scivolare. Oppure possono essere con la neve in superficie, che però può spezzarsi e può formare dei crepacci. È sempre stato un pò così e si accentua quando fa davvero tanto caldo”, spiega a L’Adige il presidente del Soccorso alpino del Trentino, Adriano Alimonta, “per camminare su un ghiacciaio si può procedere a corda distesa, se si è certi di non perdere l’equilibrio, altrimenti è bene assicurarsi con dei chiodi da ghiaccio, quando ci si sente meno sicuri. Se si procede in più cordate sullo stesso percorso, è utile non andare tutti in colonna, ma scegliere corridoi diversi. Ciò se la larghezza del ghiacciaio lo permette, in modo da non essere coinvolti in eventuali errori e cadute di chi ci precede e di potere anche essere d’aiuto in caso di necessità”.  

In Austria cinque alpinisti morti e il loro compagno ferito gravemente sono invece scivolati durante l’ascensione sulla Mannlkarscharte, nel Comune di Krimml nella zona di Zell am See,a sud-ovest di Salisburgo. Sul posto sono arrivati cinque elicotteri. Un altro incidente legato alla montagna è avvenuto nel bellunese, dove un ragazzo di 21 è stato morso a una gamba da una vipera sul Monte Tomatico ed è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Feltre.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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