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Wonder Woman salva il mondo, ma non in Libano

Non c’è pace neanche per i film. Il Libano ha vietato la proiezione di ‘Wonder Woman’, la pellicola sulla popolare eroina dei DC Comics con protagonista Gal Gadot. E proprio lei è la pietra dello scandalo: 32enne israeliana, con un passato da ballerina, top model e due anni nell’esercito (come tutti nello Stato ebraico, dove la leva è obbligatoria).

Una nazionalità ‘indigesta’ in Libano ancora formalmente in stato di guerra con il vicino israeliano. Tanto che il ministero dell’Economia di Beirut ha deciso di mettere al bando il film poche ore prima della prima. La notizia è stata rilanciata dal Grand Cinemas che attendeva di proiettarla.

#WonderWoman has been banned in #Lebanon.

— Grand Cinemas (@GCLebanon) 31 maggio 2017

La campagna per il boicottaggio

Lo stop era stato invocato a gran voce dalla Campagna per il boicottaggio dei sostenitori di Israele-Libano, e nonostante Wonder Woman avesse passato già il vaglio delle autorità, il governo libanese è stato messo sotto pressione. Gli attivisti della campagna avevano già provato a bloccare l’uscita di Batman vs Superman, nel quale recitava la stessa Gadot nei panni di Wonder Woman, ma senza successo.

Un autogol per l’economia libanese, ha sostenuto Elie Fares, noto blogger libanese, secondo cui se avessero voluto dare un senso al bando, avrebbero dovuto farlo un anno fa quando il primo trailer del film è stato diffuso, non la settimana della sua uscita nei cinema dopo che gli era stata data luce verde, lasciando massicce perdite finanziarie alle compagnie libanesi che ne avevano vinto i diritti di distribuzione”.

Senza contare, ha sottolineato, che si tratta di “un film in cui l’attrice protagonista è sì israeliana e ha servito nell’esercito ed è parte di uno Stato di apartheid, ma che nel film non rappresenta NIENTE legato al suo ‘Paese’ in nessun modo. Un film che non ha assolutamente niente a che vedere con Israele, dove Israele non è neanche menzionato né ci si allude, e nel quale l’attrice protagonista non fa niente per propagandare l’idea del sua patria. Eppure la sua semplice esistenza ha fatto andare persone fuori di testa”.

L’attrice e il post contro Hamas nel 2014

L’attrice non ha mai nascosto le sue origini e convinzioni: già nell’agosto 2014, durante l’ultima sanguinosa offensiva di Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza, costata la vita a oltre 2mila palestinesi, tra cui centinaia di bambini, lei aveva provocato un’ondata di reazioni, postando un messaggio su Instagram.

Nella foto la si vedeva pregare insieme alla figlia Alma, mandando “amore e preghiere ai miei compatrioti israeliani. In particolare tutti quei ragazzi e ragazze che stanno rischiando le loro vite per proteggere il mio Paese dagli atti orribili compiuti da Hamas, che si nasconde come un codardo dietro donne e bambini”.

Wonder Woman, un successo al botteghino Usa

Incurante dello stop libanese, il film ha conosciuto un enorme successo nei cinema Usa dove ha guadagnato 100,5 milioni di dollari solo nel primo week end di uscita in oltre 4mila sale. A questo si sommano i 122,5 milioni di dollari in altri 55 mercati al mondo, per un totale di 223 milioni. Così facendo ha battuto altre famose pellicole di supereroi come ‘Iron Man’ e ‘Thor’, senza però arrivare alle vette dello stesso ‘Batman v Superman’ con i suoi 166 milioni.

Diversa la situazione in Italia dove nel primo week end ai cinema ‘Wonder Woman’ ha guadagnato poco più di un milione di euro, ben lontana dal primo classificato, il quinto episodio della saga dei Pirati dei Caraibi, in testa con quasi 2,4 milioni. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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