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Con l’arrivo della bella stagione aumenta sempre di più la voglia di trascorrere le giornate all’aria aperta, praticando campeggio, trekking, arrampicate e passeggiate o gite in mountain bike immersi nella natura. La primavera porta però con sé anche un rischio poco noto: il morso di zecca, parassita che può rivelarsi insidioso per la salute di adulti e bambini. E’ importante quindi sapere come colpiscono e come difendersi per evitare spiacevoli conseguenze.

Le zone a rischio

Negli ultimi 30 anni, il numero di casi di encefalite da zecca, una tra le più pericolose delle malattie trasmesse dal morso di zecca, è aumentato di quasi il 400% in tutte le regioni endemiche europee1. Parliamo di Austria, Germania, Svizzera, paesi scandinavi e regione balcanica. In Italia, le principali zone a rischio sono per l’appunto il Friuli Venezia Giulia, il Veneto ed il Trentino Alto Adige.  “Essere morsi da una zecca infetta in queste zone è una possibilità tutt’altro che remota – spiega Romano Paduano, direttore Scientifico del Centro Regionale di Formazione per l’area delle cure primarie – Un’ immediata e corretta asportazione della zecca riduce fortemente il rischio di sviluppare una malattia, ma nel caso specifico dell’encefalite da zecca il virus si trasmette appena il parassita aderisce alla cute. Nessun allarmismo, ovviamente, ma occorre tanta prudenza, soprattutto nelle zone a rischio”.

I sintomi della Tbe

La Tbe (Tick Borne Encephalitis) si può manifestare con sintomi quali febbre, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e nausea. Nei casi più gravi la malattia può coinvolgere il sistema nervoso centrale e provocare sintomi neurologici a lungo termine, e in alcuni casi anche la morte. “L’encefalite da zecca si può prevenire attraverso una semplice vaccinazione, efficace e sicura. Si tratta di una profilassi consigliata a chi vive o visita zone considerate a rischio: bambini e adulti, a chi pratica professioni a contatto con la natura o chi le frequenta per sport o turismo” – spiga Maurizio Ruscio, direttore del Dipartimento di Medicina di Laboratorio dell’Azienda Sanitaria Universitaria di Trieste, uno dei maggiori esperti internazionali di questa patologia.

Come evitare le punture di zecca 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e l’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) raccomandano la vaccinazione contro l’encefalite da zecca nelle zone in cui questa malattia è endemica. È possibile, inoltre, tutelarsi adottando alcuni semplici accorgimenti:

  • indossare indumenti protettivi con maniche lunghe, pantaloni lunghi e stivali sui quali va spruzzato un insetticida appropriato;  
  • ispezionare bene il proprio corpo dopo aver effettuato attività all’aria aperta per escludere la presenza di zecche e, nell’eventualità, rimuoverle utilizzando delle pinzette dalla punta sottile;
  • evitare, nelle aree a rischio, anche il consumo di latte e di prodotti del latte non pastorizzato. 

 Informare i cittadini sui rischi derivanti dal morso di zecca, e indicare loro le misure preventive e la corretta profilassi sono gli obiettivi della campagna “Zecche come difendersi”, che prenderà il via a Trieste il 12 maggio in Piazza della Borsa.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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