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Zimbabwe agli Usa: "estradate il killer del leone Cecil"

(AGI) – Harare, 31 lug. – Lo Zimbabwe ha presentato una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti per Walter James Palmer, il ricco dentista americano ricercato per aver ucciso di frodo il leone Cecil nel parco nazionale Hwange: lo ha annunciato il ministro per l’Ambiente del Paese africano, Oppah Muchinguri, nel corso di una conferenza stampa. “Ci appelliamo alle autorita’ responsabili affinche’ quel bracconiere straniero”, ha sottolineato il ministro, “ci sia consegnato e possa cosi’ essere chiamato a rispondere del proprio atto illegale”. Cecil era un maturo leone molto amato da turisti e appassionati, diventato l’icona del parco. La signora Muchinguri ha ricordato che le leggi venatorie locali proibiscono il ricorso ad arco e frecce, di cui si e’ invece servito Palmer senza nemmeno riuscire ad abbattere subito la preda. Il ministro ha anche dato una lettura politica dell’accaduto: “Essendo cittadino statunitense, il signor Palmer aveva un programma ben orchestrato inteso a infangare l’immagine dello Zimbabwe e a rendere ulteriormente tesi i rapporti tra noi e gli Stati Uniti”, ha accusato. Dal 2002, quando il discusso presidente Robert Mugabe ottenne l’ennesima conferma in carica attraverso elezioni la cui regolarita’ fu contestata da tutti gli osservatori occidentali, contro i principali esponenti del regime dell’ex Rhodesia sono in vigore pesanti sanzioni Usa: dal divieto di viaggio e soggiorno al congelamento dei beni. “Sfortunatamente”, ha proseguito Muchinguri, “era troppo tardi per arrestarlo, dal momento che si era gia’ dato alla latitanza verso il suo Paese di origine”. L’odontoiatra era infatti riuscito a partire prima che le autorita’ fossero a conoscenza della triste vicenda, causa di sdegno nel mondo intero. “Le indagini condotte finora”, ha proseguito la responsabile dell’Ambiente, “indicano che tutta questa faccenda e’ stata bene organizzata e ben finanziata, per essere sicuri che si arrivasse allo scopo”. Il cacciatore e i suoi collaboratori, ha concluso, “erano totalmente dediti alla caccia illegale del leone”. (AGI) .

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