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zuma space x

Zuma, il satellite lanciato dalla Space X di Elon Musk, è sparito. Forse si è perso nello spazio. Il satellite lanciato domenica notte con il missile spaziale Falcon 9 dalla stazione di Cape Canaveral non si vede più. Probabilmente è arrivato nell’orbita terrestre bassa (circa 2.000 chilometri sopra la superficie terrestre), poi si sono perse le sue tracce, così sostengono l’agenzia Bloomberg e il Wall Street Journal.

La destinazione del satellite Zuma non era stata resa nota, così come i dettagli sul carico: cosa non insolita se si ha a che fare con questioni militari, di sicurezza nazionale, difesa o sorveglianza. SpaceX non ha neanche trasmesso l’intera missione.

Sia il Wall Street Journal che Bloomberg hanno riferito che Zuma è ricaduto sulla Terra e bruciato nell’atmosfera del pianeta. Qualcosa è evidentemente andato storto, ma al momento non ci sono informazioni sufficienti per capire cosa sia realmente successo. Né sul carico del satellite, né sugli obiettivi della missione, tanto meno sull’esito del lancio.

SpaceX è la società fondata nel 2002 da Elon Musk, il ceo di Tesla, che raggruppa diversi investitori privati per fornire trasporti spaziali, ridurre i costi dei lanci spaziali e favorire la colonizzazione di Marte prima di quanto intenda farlo la Nasa. SpaceX nel 2017 ha completato 18 lanci e per il 2018 l’obiettivo è 30 missioni.

Space X aveva inizialmente programmato la missione di domenica scorsa per novembre. Ma il lancio era stato riprogrammato per il 5 gennaio, per poi essere rinviato ancora una volta il 7 notte. Inizialmente a ritardare il lancio è stato il test della carenatura, ovvero della parte più alta del razzo che ospita il carico utile.

Poi il maltempo. A bordo del Falcon 9 oltre al satellite Zuma, la navetta spaziale X-37B dell’Aeronautica statunitense e altro materiale sensibile. Il lancio, come i precedenti, ha incluso anche il tentativo di atterraggio senza danni del primo stadio del Falcon 9: un pezzo che Space X punta a riutilizzare come già fatto almeno cinque volte in passato, con l’obiettivo di abbassare i costi delle sue missioni spaziali. 

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La società domenica notte non ha mostrato tutte le immagini dell’intera missione durante il consueto livestream. Non ha trasmesso la separazione del cono del ‘naso’ che circonda il satellite durante il lancio, né ha mostrato il satellite. 

Di solito SpaceX o l’agenzia governativa con cui l’azienda di Musk collabora per questo tipo di missioni spaziali confermano il successo del lancio dopo il distacco del satellite. Ma stavolta non è successo. Né SpaceX, né Northrop Grumman – il produttore del satellite Zuma – hanno confermato – nell’immediato – se il lancio avesse avuto successo.

Bloomberg e Wall Street Journal hanno scritto che  funzionari governativi sono stati informati della scomparsa di Zuma.  Una fonte di Bloomberg sostiene che il livello superiore del Falcon 9 ha fallito il distacco.

Che il satellite non si sia staccato dal razzo. “Non commentiamo missioni di questa natura; ma i nostri dati indicano che Falcon 9 è stato lanciato come previsto”, ha detto a The Verge un portavoce di SpaceX.

Falcon 9 avrebbe dunque portato a termine gli obiettivi previsti nel piano di lancio,  la separazione dei due stadi del razzo e il dispiegamento del satellite nella sua orbita prevista. E come gli spettatori hanno visto domenica sera (nella parte del livestream che è stata lasciata visibile), il primo stadio del Falcon 9 ha portato a termine un altro lancio.

Insomma, le informazioni ufficiali ottenute sono tranquillizzanti. Missione compiuta, assicurano gli uomini di Musk.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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